REGIONE LIGURIA: ALTRO KO SULLA CACCIA

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L’arroganza dei cacciatori e dei politici loro sostenitori, ben piazzati nel governo della Regione Liguria, si è beccata un’altra scoppola, ieri, 25 settembre, quando il TAR ho bloccato  una decisione dello scorso luglio con la quale si voleva di consentire di sparare per uccidere a scopo ricreativo di 25.000 fringuelli e di 11.000  storni. Se non fosse una cosa grave, sembrerebbe quel vecchio film di Totà in cui un tizio veniva mandato in piazza San Marco a Venezia a contare i colombi. Qui, invece c’é poco da ridere.

Grazie al ricorso di diverse associazioni, tra le quali la LAV ed il WWF, la delibera regionale è stata bloccata e quindi nella stagione di caccia che si aprirà il 1 ottobre questa  strage non potrà avvenire, nonostante che la Regione abbia tentato, in sprezzo al senso del ridicolo, di descrivere questa sua decisione come “sfruttamento giudizioso di una piccola quantità di animali, in condizioni rigidamente controllate”. Ovviamente sentendosi in diritto di decidere chi deve vivere e chi no.

Come se non bastasse, e senza vergognarsi di prendere per deficienti tutti i liguri, tranne le scarse (e per fortuna sempre meno) centinaia di loro elettori col fucile, la decisione regionale veniva giustificata con inverosimili richiami al ‘patrimonio di folclore’, ai ‘piatti tradizionali della cucina rurale ligure‘ o finanche la rivitalizzazione ‘della sofferente ruralità ligure’ e il salvataggio dei vecchi muri a secco abbandonati.

La stupidità di tali affermazioni si commenta da sé quando si pensi che un fringuello (foto qui a lato) pesa meno della cartuccia utilizzata per ucciderlo.

Mai si era visto – hanno commentato le associazioni dopo il risultato ottenuto presso il TAR –  motivare la decisione di uccidere migliaia di creature sulla base di presunti ricettari di cucina!  In realtà la la caccia a queste specie protette nulla ha a che fare col patrimonio culturale e la tradizione rurale della Liguria e del resto d’Italia, senza contare che la stragrande maggioranza dei cittadini della Liguria ormai da anni condanna e disprezza queste forme di discutibile ‘divertimento’,

 Anche la stessa Corte di Giustizia Europea nel 2021 ha condannato l’utilizzo di presunte “tradizioni” per chiedere delle deroghe al divieto di cacciare specie protette (come il tordo, qui a fianco). Così emerge anche un danno erariale perché quando arrivano sanzioni per queste pratiche. a pagarle non sono quelli che proteggono le pretese dei cacciatori per averne in cambio i voti, ma tutta la comunità compresi quelli che schifano queste decisioni.

Per adesso i fucilieri della domenica dovranno, almeno per queste specie viventi, frenare i loro bollenti spiriti, Ma poiché al peggio (ed alla stupidità) non c’è limite i gentiluomini della Regione hanno preannunciato che  si opporranno questo stop rivolgendosi al Consiglio di Stato. E questo ovviamente sperperano in avvocati e carte bollate altri soldi pubblici. Ricordiamocelo quanto arrivano a casa balzelli di cui la stessa Regione pretende di ricevere da noi il pagamento

 

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